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Rifacimento del tetto: meglio le tegole o i coppi?

Infiltrazioni d’acqua, dispersioni termiche, problemi strutturali sono tutti motivi validi per decidere di rifare il tetto della propria casa. Anche se si tratta di un intervento edile piuttosto invasivo, infatti, il rifacimento del tetto ti permette di migliorare il comfort abitativo e l’efficienza energetica dell’edificio, con un cospicuo rientro dell’investimento negli anni successivi. Come per tutti gli interventi edili di rilievo, però, anche inquesto caso è necessario capire a fondo cosa comprende il rifacimento del tetto, così da valutare al meglio le opzioni offerte dalle imprese e trovare quella migliore in termini di efficacia, costi e materiali utilizzati. Leggi i nostri consigli e impara anche tu a capire quali elementi e quali materiali sono fondamentali peravere un tetto che sia davvero performante.

Le caratteristiche di un tetto performante

Per offrirti una buona copertura dalle intemperie, prevenire danni strutturali futuri e limitare la dispersione di calore, un tetto deve essere:

  • Stabile, ovvero costruito con elementi ben ancorati tra loro e fissati alla struttura portante dell’edifico.
  • Resistente, quindi realizzato con materiali di qualità che ne garantiscono la resistenza agli agenti atmosferici e la durata nel tempo.
  • Isolato e creato secondo una struttura ben definita che ne garantisce isolamento termico/acustico e una buona ventilazione, per prevenire muffa o ristagno d’acqua.

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La struttura del tetto

I parametri odierni per la realizzazione di un tetto parlano chiaro ed elencano in modo accurato tutti i diversi strati che un tetto deve avere tra il rivestimento interno, ovvero quello che si vede dall’interno dell’abitazione, e quello esterno, fatto di tegole, coppi o altri materiali. Partendo dal rivestimento esterno, quindi, un tetto che previene la dispersione di calore e isola l’edifico dal punto di vista termico e acustico deve avere:

  • Uno strato impermeabilizzante, realizzato con materiali specifici che fanno scorrere l’acqua verso le canaline di scolo e non ne permettono il ristagno sulle travi portanti.
  • Uno strato ventilato, che, attraverso un reticolo di piccoli travetti, permette di creare uno strato “vuoto” tra lo strato isolante e la parte sottostante, così da far circolare l’aria ed evitare il ristagno della condensa.
  • Uno strato isolante, realizzato con pannelli coibentati, come i pannelli in lana di roccia o lana di vetro, che evitano il passaggio del freddo d’inverno e del caldo durante l’estate.
  • Un reticolato di travi portanti e tramezzi che permettono di ancorare i vari componenti all’edificio.
  • La copertura interna ed esterna

    Al di sotto delle travi portanti, la scelta della copertura dipende dalle esigenze estetiche e stilistiche dell’interno dell’abitazione. Gli amanti dello stile rustico possono infatti decidere di mantenere le travi a vista, oppure ricoprirle con perline in legno per uno stile più tradizionale, ma il rivestimento interno può essere fatto anche con un semplice intonaco bianco che dona luce agli ambienti, o con una tappezzeria, perfetta per gli amanti dello stile romantico.

    Per l’esterno, invece, sebbene possa esserci anche in questo caso un’ampia scelta di materiali che spaziano dal PVC all’alluminio, dal cemento a soluzioni in fibre naturali, la scelta si riduce quasi sempre a due tipologie di copertura: le tegole e i coppi.

    Tegole o coppi?

    Le tegole e i coppi sono due elementi architettonici che, sebbene vengano trattati come diversi tra loro, sono più simili di quanto possiamo immaginare. Entrambi, infatti, sono coperture discontinue, ovvero composte da piccoli componenti posizionati uno vicino all’altro che, incastrandosi tra loro proteggono l’edifico dalle intemperie.

    La differenza tra le tegole e i coppi sta nel materiale con cui sono realizzati, ma anche nella loro forma e nella metodologia di installazione.

    Per quanto riguarda il materiale, le tegole sono generalmente in laterizio, anche se si possono trovare particolari tegole realizzate in ardesia o altri materiali, tra cui vetro, cemento e pvc. I coppi invece sono in cotto, materiale molto resistente, che non ha bisogno di particolare manutenzione e che dona al tetto il caratteristico colore rosso delle case europee.

    Dal punto di vista della forma, le tegole possono essere sia piane che curve, mentre i coppi sono semicilindrici e ricordano la sezione di un tronco d’albero, mentre per quanto riguarda l’installazione, le tegole vengono posizionate ad incastro una accanto all’altra direttamente sulla superficie isolante, mentre per i coppi si esegue una doppia posa. A contatto con lo strato isolante viene infatti posizionata una serie di coppi posti ad U, ovvero con la curvatura rivolta verso il basso, e al di sopra una seconda serie di coppi, ad incastro rispetto alla prima, con la curvatura verso l’alto.

    Questa tipologia di posa rende il tetto in coppi più resistente e impermeabile, poiché l’acqua scorre su due strati di tegole prima di raggiungere lo strato isolante vero e proprio, ma risulta più costosa perché, sebbene un singolo coppo costi meno di una tegola, per coprire un intero tetto la quantità di materiale necessaria è di gran lunga maggiore.

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