L’orrido sottolavello (la fine di un incubo)

Con un po’ di organizzazione, il sottolavello può diventare uno spazio molto utile.

La cucina è la stanza in cui, bene o male, le donne passano la maggior parte del tempo casalingo e, neanche a dirlo, è quella in cui hanno la capacità di raccogliere una quantità praticamente infinita di cose, con il risultato di antri angusti e sovraffollati, mobili pieni di piatti impilati a torre, scorte e ninnoli qua e là, tanto per gradire.

 

E poi c’è l’orrido sottolavello! Uno spazio tormentato, ad alto rischio di umidità e caos, che però può ancora venir organizzato egregiamente. La prima cosa da fare è differenziare il tipo di sottolavello: quelli a cassettoni sono ideali per la raccolta differenziata, per cui si possono utilizzare bidoncini di dimensioni diverse – a seconda del materiale riciclabile maggiormente utilizzato in casa – da incastrare tra loro.

Nei sottolavelli con le ante si possono invece riporre bottiglie d’acqua e bibite su scaffali estensibili che si adattano allo spazio, oppure in contenitori a secchi estraibili di diverse altezze da impilare giocando d’incastri sfidando l’ingombro del sifone.

Per i detersivi, da dividere per utilizzo, si possono usare contenitori prêt-à-porter da tenere in primo piano o appesi alle ante. Se si va alla ricerca di scaffali e contenitori adatti agli spazi del sottolavello, le soluzioni per la fine dell’incubo saranno diverse!

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