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L’ingegneria naturalistica previene i dissesti idrogeologici nel tuo giardino

Etienne Cavadini

Titolare presso Cavadini e Baudino e specializzato in giardini, saprà consigliarti nella realizzazione del giardino dei tuoi sogni.


Per avere un giardino sempre in forma, ordinato e resistente contro le intemperie, è essenziale affidarsi a un esperto che conosca caratteristiche e segreti della vegetazione, ma sappia anche quali materiali costruttivi abbinare e quali impianti installare: l’ingegneria naturalistica, se ben padroneggiata, permette di utilizzare le piante come materiale da costruzione, per avere un giardino curato e limitare i rischi idrogeologici. Vediamo meglio di cosa si tratta.


L’ingegneria naturalistica studia la vegetazione come tecnologia costruttiva

Vuoi un giardino fiorente e curato 12 mesi all’anno? Il pollice verde non basta: per mantenere un giardino armonioso, abitabile e 100% naturale, sono necessarie competenze in fatto di vegetazione e di materiali costruttivi. Sono proprio le competenze specifiche di chi si occupa di ingegneria naturalistica, ossia quella disciplina tecnica che studia i modi in cui la vegetazione, abbinata ad altri materiali naturali come pietra, terra, legno o fibre vegetali, aiuti a consolidare il terreno e a prevenire dissesti e fenomeni di erosione.

Un progetto ingegneristico prevede lo studio topografico

Il tecnico che progetta un giardino secondo i principi dell’ingegneria naturalistica si occupa innanzitutto di condurre uno studio topografico, ossia uno studio della superficie del terreno sul quale si vuole costruire il giardino. Il rilievo topografico consiste nella rilevazione delle dimensioni del terreno, del suo orientamento, della sua vicinanza a impianti preesistenti (tubature, cavi, ecc.), dell’andamento della superficie; tutte misure essenziali per evitare errori progettuali che derivano proprio da errati rilievi nell’area di costruzione.

Le competenze in materia di botanica

Un tecnico che costruisce giardini conosce bene anche un’altra disciplina, la botanica: conosce la vegetazione, la sua anatomia e fisiologia, la sua utilità, il comportamento delle diverse piante in relazione alle condizioni dell’ambiente. Questo perché l’ingegneria naturalistica si basa proprio sull’utilizzo delle piante come protezione del terreno contro le piogge: un giardino ben strutturato riduce l’erosione e permette il corretto assorbimento delle acque piovane.

Ciò significa che un progetto adeguato, frutto dell’applicazione accurata di differenti competenze – topografiche, botaniche, ingegneristiche, geologiche, impiantistiche – permette al tuo giardino di sopravvivere anche alle più avverse condizioni atmosferiche e lo protegge dal rischio di dissesto idrogeologico.

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