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Impianto d’allarme: come funzionano sirene e notifiche SMS

Flavio Arnaboldi

Titolare di Securca SA specializzato in impianti d’allarme, saprà trovare la soluzione giusta per rendere la tua casa più sicura.


Alla base della sicurezza di una casa c’è un impianto d’allarme che riesce a dissuadere i malintenzionati ad entrare nella tua proprietà e ti avverte in caso di violazione del tuo domicilio. Sia che tu abbia scelto un impianto perimetrale che uno volumetrico, un sistema wireless o cablato, ti sarai posto questa domanda: cosa accade nel concreto quando scatta un allarme domestico? Ecco la risposta!


La centralina: il cuore del tuo impianto

Il funzionamento di un impianto d’allarme verte tutto attorno alla centralina: un dispositivo collegato ai sensori e in grado di trasmettere i segnali di violazione agli attuatori. I sensori si attivano quando rilevano presenze indesiderate negli spazi controllati in caso di impianti volumetrici, o quando qualcuno supera una soglia, ad esempio aprendo una porta o superando un cancello, negli impianti perimetrali. Quando il segnale scatta e raggiunge la centralina, attraverso onde radio negli impianti wireless o seguendo gli impulsi elettrici nei sistemi cablati, parte l’allarme vero e proprio che può essere:

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Una sirena

Se si è scelto di utilizzare un impianto con sirena, al momento dell’effrazione la sirena inizia a suonare e ad emettere segnali luminosi avvertendo te, ma anche tutto il vicinato. In questo modo puoi intervenire tempestivamente per proteggere la tua casa, anche se spesso al suono della sirena sono gli stessi malviventi che se la danno a gambe.

La sirena viene spesso posizionata in punti strategici all’esterno dell’edificio affinché sia ben visibile. Così facendo, in caso di furto avverte un numero maggiore di vicini e passanti, ma funge anche da deterrente, segnalando ai ladri la presenza di un allarme attivo e scoraggiandoli dal tentare il furto.

Un sistema silenzioso

In questo caso l’allarme scatta, ma non emette rumori e neppure segnali luminosi, bensì si limita a far partire una telefonata in modo molto discreto. I ladri saranno quindi convinti di essere riusciti a farla franca e inizieranno la loro razzia, mentre la polizia potrà giungere sul posto e arrestarli in flagranza di reato.

I combinatori telefonici

I sistemi d’allarme più moderni sono dotati di una scheda SIM integrata nella centralina che permette di usare una telefonata come sistema d’allarme. In caso di effrazione, quindi, la scheda SIM fa partire una chiamata verso dei numeri telefonici preimpostati, che possono essere il tuo cellulare, il numero di un famigliare o anche il numero della polizia, per riuscire ad intervenire quanto prima e arrestare i malviventi.

In caso di impianto cablato, i combinatori telefonici vengono collegati alla rete telefonica di casa, ma risultano più facili da manomettere. Meglio quindi optare per un allarme con GSM che, funzionando esattamente come un cellulare, permette di essere avvertiti in tempo reale in caso di violazione, ma anche di ricevere notifiche sul corretto funzionamento del sistema, ad esempio sulla carica delle batterie, via SMS.

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